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Nell’articolo precedente abbiamo introdotto e definito in tema dell’assertività (per rivedere i concetti principali potete cliccare qua).

In questo articolo faremo un ulteriore passo avanti nella comprensione di questo costrutto, parlando degli stili di comportamento.

 
Più precisamente, parleremo, oltre che dello stile assertivo, anche degli altri stili di comportamento che si trovano agli estremi del continuum assertivo-non assertivo.

Cos’è il continuum assertivo-non assertivo?

Il continuum assertivo-non assertivo non è altro che una linea del comportamento ai cui estremi troviamo gli stili non assertivi (aggressivo e passivo) mentre, al centro, lo stile assertivo.

Proporremo dei veri e propri identikit dei diversi stili comportamentali/comunicativi in modo che non sarà difficile riconoscervi in uno di essi e prendere consapevolezza di quello che vi appartiene di più!

BUONA LETTURA!

 

IDENTIKIT COMPORTAMENTO PASSIVO   

 

Chi è il passivo? Come si comporta nelle relazioni? Quali sono le sue credenze? Qual è il suo comportamento verbale e non verbale? Che emozioni prova?

 

Gli elenchi seguenti vi aiuteranno a comprendere meglio le caratteristiche distintive del PASSIVO.

 

NELLE RELAZIONI INTERPERSONALI:identikit

• non difende i propri diritti e interessi
• rispetta gli altri e non se stesso, tende a mediare sempre
• si dichiara d’accordo anche quando non lo è
• si scusa anche quando non è necessario
• non parla se non interrogato
• subisce le situazioni
• si assume le responsabilità altrui

 

PENSIERI – CREDENZE tipici:
• “ciò che penso non ha importanza”
• “se esprimo ciò che penso veramente l’altro ci rimarrà male”
• “se sbaglio non valgo nulla”
• “sono inferiore all’altro”
• “in caso di conflitto sarò io ad avere la peggio”

COMPORTAMENTO VERBALE:
• “spero di non disturbare”
• “le rubo un minuto..”
• “posso disturbarti?”
• “se ti fa piacere lo faccio io anche se ho mal di testa..”
• “no figurati non ci sono rimasto male” (anche se in realtà ha provato dispiacere)

COMPORTAMENTO NON VERBALE:
• voce bassa
• esitazioni
• balbettii
• sguardo sfuggente e verso il basso
• denti stretti
• postura tesa

EMOZIONI nella maggior parte delle situazioni:
• vergogna,
• ansia
• frustrazione,
• colpa
• rabbia verso di sè

 

MA QUALI SONO LE CONSEGUENZE DI UNO STILE PASSIVO?

 

Il passivo, non difendendo mai se stesso, ciò che sente o prova, rinuncia costantemente ai propri desideri e, cosa ancor più grave, AD ESSERE SE STESSO!
In tal modo si svaluta e, non solo, può indurre negli altri noia.

Comportandosi in maniera passiva a lungo, negando quindi i propri bisogni, il passivo può arrivare addirittura a perdere il controllo, comportandosi in maniera aggressiva. In alternativa può arrivare a somatizzare, attraverso disturbi psicosomatici, le censure anche si auto-impone nelle relazioni.

 

passivo

 

Un esempio di stile passivo, tratto dal libro “I promessi sposi” di Manzoni, è il sarto.
Al contrario della moglie, il sarto, in presenza del Cardinal Federigo, si mostra confuso e passivo; studia in maniera ansiosa una bella risposa da dare al cardinale per poi limitarsi ad esprimere una forma comunicativa di compiacenza ( “si figuri”).

 

IDENTIKIT STILE AGGRESSIVO        

Come per il passivo vediamo di seguito le caratteristiche dell’aggressivo.

NELLE RELAZIONI INTERPERSONALI:identikit

• afferma i propri diritti prevaricando gli altri
• è attento solo a se stesso
• ricerca il raggiungimento dei suoi scopi ad ogni costo
• è ostile in modo imprevedibile
• è impulsivo
• manipola gli altri per i suoi bisogni
• considera tutto in termini di perdita e guadagno
• ha la convinzione che gli altri siano scorretti e vogliono danneggiarlo di proposito

PENSIERI- CREDENZE tipici:
• “sono superiore agli altri”
• “non ho bisogno di nessuno”
• “c’è gente che merita di essere punita”
• “gli altri non valgono nulla, io sono meglio e quindi devono comportarsi come dico   io”
• “io desidero, io devo avere”

COMPORTAMENTO VERBALE:
• “ci penso io”
• “non preoccuparti di quello che faccio”
• “fai quello che ti dico io”
• interrompe spesso
• si sovrappone agli altri
• cambia spesso argomento
• “con le maniere dure si ottengono più risultati”
• “se sfogo la mia rabbia poi mi sentirò meglio”

COMPORTAMENTO NON VERBALE:
• volume della voce alto
• sguardo fisso con espressione minacciosa
• volto contratto
• mani tese
• postura che invade lo spazio dell’altro

EMOZIONI nella maggior parte delle situazioni:

aggressivo

  • rabbia verso gli altri
  • ostilità
  • ansia
  • frustrazione
  • solitudine

 

 

QUALI SONO LE CONSEGUENZE DELLO STILE AGGRESSIVO?

Gli individui che adottano questo stile, da un lato, per le modalità attivate, allontanano gli altri e ne accrescono il senso di colpa, mentre dall’altro, a causa della loro direttività, possono alimentare una sorta di dipendenza.

 

Stile aggressivo e stile passivo sono proprio cosi diversi?
Anche se apparentemente, dalla caratteristiche appena elencate, possono sembrare agli antipodi hanno un atteggiamento che li accomuna.

 

L’EGOCENTRISMO!

Con il termine egocentrismo intendiamo quell’atteggiamento individualistico in cui gli altri non vengono considerate come persone dotate di emozioni, scopi, desideri, paure e disagi.

Rimanendo sempre in linea con i promessi sposi, un esempio di stile aggressivo lo possiamo ritrovare nella figura dell’Innominato.
Per tutta la durata del racconto l’Innominato si caratterizza per la messa in atto di comportamenti vietati dalla legge, che rimandano ad una volontà di comando, e per il suo attorniarsi di sottomessi e subordinati.

 

Ora tocca all’assertivo!
Nell’articolo precedente abbiamo descritto questo stile solo brevemente. Adesso ne andremo a delineare le caratteristiche specifiche.

 

IDENTIKIT STILE ASSERTIVO 

NELLE RELAZIONI INTERPERSONALI:identikit

  • afferma i propri diritti pur riconoscendo quello degli altri
  • non vuole avere successo sugli altri ma insieme agli altri
  • chiede chiarimenti
  • utilizza metodi motivanti e gratificanti
  • accetta le critiche costruttive
  • non si sforza di vincere ma vuole arrivare ad un accordo
  • è emotivamente sincero
  • ascolta
  • negozia

 

PENSIERI- CREDENZE tipici:

  • “sono diverso dagli altri per interessi ed esperienze ma uguale a loro sul piano della dignità personale”
  • “se vinco io vinci anche tu”
  • “sono autonomo ma non autosufficiente (= so badare a me stesso ma posso avere bisogno degli altri)
  • “anche l’altro ha diritto ad esprimere la propria opinione e io ho il dovere di ascoltare e il diritto di essere ascoltato a mia volta”

COMPORTAMENTI VERBALI:

• “io mi sento…”
• “ho deciso di…”
• “Cosa ne pensi…”
• “che alternative abbiamo…”
• “sono contento di…”
• “non sono più disponibile a occuparmi di te in relazione a questo problema”

COMPORTAMENTO NON VERBALE:

• volume adeguato
• coinvolgente
• postura rilassata
• volto vivace
• contatto visivo diretto ma non fisso

EMOZIONI nella maggior parte delle situazioni:

• gioia
• entusiasmo
• serenità
• tristezza ma non disperazione
• fastidio ma non rabbia
• senso di responsabilità ma non colpa

 

QUALI BENEFICI?

L’assertivo agisce accrescendo la fiducia in se stesso e negli altri contribuendo a farli sentire rispettati ed apprezzati. Risulta in grado di chiarire equivoci e conflitti, migliorando la comunicazione.

Per essere assertivi dobbiamo ricordare di essere i soggetti che scelgono e decidono senza farci influenzare dai nostri pensieri automatici!

 

 

Noi non siamo i nostri pensieri, ma il soggetto che li osserva, che ne prende atto e poi sceglie quelli che riconosce in linea con i propri obiettivi e i propri valori.

Forse l’uso di una metafora renderà tutto più chiaro:
“noi siamo il cielo, i pensieri sono le nuvole, che vanno e vengono, mentre il cielo rimane immutato e imperturbabile”.

Sempre tornando ai Promessi Sposi, Padre Cristoforo rappresenta la figura dell’assertivo. Persona umile e posata, che tuttavia si animava di fronte a temi di giustizia o di verità.

 


Concretamente, cosa fare per divenire assertivi?

Dobbiamo cambiare il comportamento! Cambiando il comportamento modifichiamo paure e atteggiamenti sbagliati!

Sappiamo che il comportamento non assertivo costituisce una sorta di circolo VIZIOSO, che tende ad autoalimentarsi, come ogni abitudine radicata, rendendo più difficile il cambiamento.

MA…..

 

Cambiando il comportamento si può rendere il circolo VIRTUOSO!

Infatti, un comportamento più assertivo ottiene più risposte positive da parte degli altri e porta ad un’accresciuta stima di sé, che porta a sua volta ad aumentare la capacità assertiva!

 

Quali sono i benefici?
Gli altri iniziano a trattarci con maggiore attenzione;
• Noi raggiungiamo più facilmente i nostri obiettivi nei rapporti con altri
• Incontriamo più spesso occasioni favorevoli ai nostri desideri

 

Riassumendo:

In questo articolo abbiamo cercato di riconoscere quale stile di comportamento ci caratterizza maggiormente, attraverso gli identikit della persona aggressiva, passiv assertiva.
Infine, ci siamo soffermati brevemente su come rendere più assertivo il nostro stile di comportamento.

 

Bibliografia:
Anchisi R., Giambotto Dessy M. (2013). Manuale di assertività. Teoria e pratica delle abilità relazionali: alla scoperta di sè e degli altri. Milano: FrancoAngeli.