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Che forma assume l’ansia nei bambini?

Quali sono le sue caratteristiche specifiche?

 

Il seguente articolo vi fornirà qualche informazione in più al riguardo.

Il termine ANSIA è molto usato tra gli adulti.

Capita più o meno a tutti noi di trovarci in dei momenti che possono risultare carichi di ansia, anche passeggera, per una data motivazione. Infatti, i problemi d’ansia, in ogni loro forma, sono tra quelli che maggiormente danno del filo da torcere alla popolazione adulta, siano essi più transitori o più cronici.

Siete curiosi di avere più informazioni al riguardo?
Ecco i link agli articoli del nostro blog che trattano di questo tema!

Ansia sociale

 Il disturbo da attacchi di… PANICO!

Attacco di panico: PAURA della PAURA.

 

E nei bambini? Come si manifesta l’ansia?

Anche i bambini possono soffrire di problematiche di ansia che hanno delle proprie specificità.

 

Perché è importante conoscere queste problematiche?

Forse qualche numero e qualche percentuale ci può aiutare a capire meglio.
I disturbi della sfera ansiosa sono molto diffusi. Infatti i tassi di prevalenza, secondo gli studi sul tema, arrivano addirittura al 20%- 25%.

Tra i diversi disturbi d’ansia quello più diffuso, sia nell’infanzia che nell’adolescenza, risulta essere il disturbo d’ansia da separazione (del quale parleremo tra poco).

Tale disturbo ha una prevalenza del 3-4% e si presenta nelle le femmine in maniera doppia rispetto ai maschi.

Conoscere e riconoscere le caratteristiche di questi disturbi è molto importante in un’ottica di prevenzione. Prima si lavora sulla difficoltà ansiosa prima si evita il protrarsi del disturbo anche in età adulta.

 

Come si stabilisce se c’è una problematica ansiosa nei bambini?

Stabilire una distinzione tra ansia patologica e normale paura nei bambini non è così semplice in quanto il mondo interno del bambino non differenzia (fino ad una certa età) l’immaginazione dalla realtà. Molte delle paura dei bambini infatti sono indipendenti da reali pericoli. 

Quali sono queste paure?
La paura dell’estraneo a partire da 6 mesi, le paure legate ai mostri, al buio, ai fantasmi a partire dai 6 anni, sono solo alcuni esempi di paure considerate “fisiologiche” in età evolutiva.
In altri termini, paure da considerarsi “normali” perché tipiche di stadi evolutivi specifici.

Quando queste paure smettono di essere “normali” e iniziano ad essere un campanellino d’allarme di una possibile difficoltà ansiosa?

Per stabilire la presenza di un eventuale stato di ansia patologico ci si basa su:
persistere di una determinata paura oltre una certa età;
• frequenza;
• intensità;
• durata.

Per valutare l’ansia nei bambini è inoltre necessario prestare attenzione a tre componenti:
Comportamentale
• Fisiologica
• Cognitiva

 

COMPONENTE COMPORTAMENTALE

La componente che nei bambini risulta più evidente è quella COMPORTAMENTALE.

Infatti, non avendo sviluppato del tutto capacità attraverso le quali esprimere un disagio in maniera verbale, i bambini tendono ad utilizzare come canale preferenziale di comunicazione quello del comportamento.

Come si fanno a riconoscere i comportamenti problematici? A quali comportamenti bisogna prestare attenzione?

Prestate attenzione alle condotte di EVITAMENTO, cioè a tutti quei tentativi che permettono al bambino di evitare situazioni ritenute minacciose o spiacevoli. Se non è possibile evitare la situazione che provoca ansia possono comparire, a seconda delle età, comportamenti come succhiarsi il pollice, rosicchiarsi le unghie, piangere ecc.

 

 

COMPONENTE FISIOLOGICA

I sintomi fisiologici invece riguardano un aumento dell’attività del sistema nervoso autonomo.

Quali cambiamenti vediamo nel concreto?
I più frequenti includono sudorazione, tensione addominale, rossore in viso, tremori agli arti, disturbi gastrointestinali, tachicardia.

ATTENZIONE!   

Tali sintomi possono suggerire la presenza di uno stato ansioso ma NON SONO ESCLUSIVAMENTE indicativi di uno stato d’ansia.

 

COMPONENTE COGNITIVA

La componente COGNITIVA, infine, riguarda i pensieri collegati allo stato ansioso.
Alcuni esempi a seconda della tipologia ansiosa potrebbero riguardare:
• la possibilità che i genitori possano essere uccisi o rapiti;
• il fatto che gli altri non siano interessati ad instaurare rapporti sociali;
• ingigantimento e catastrofizzazione dei propri malesseri;

 

Ma vediamo ora quali sono i principali disturbi d’ansia nei bambini proposti dai manuali diagnostici.

Facendo riferimento al manuale statistico e diagnostico dei disturbi mentali (DSM- V), viene indicato un solo un disturbo d’ansia come specifico dell’età evolutiva: IL DISTURBO D’ANSIA DA SEPARAZIONE.

 

DISTURBO D’ANSIA DA SEPARAZIONE

Come si manifesta? Quali sono le sue caratteristiche specifiche?

Vediamole di seguito.

Come suggerisce un po’ il nome, il disturbo d’ansia da separazione si caratterizza per la presenza di un livello di ansia inappropriata ed eccessiva relativo alla separazione da casa o da coloro a cui il bambino/adolescente è attaccato.

Il bambino/adolescente con questa difficoltà può manifestare i seguenti comportamenti:

• Malessere eccessivo o ricorrente quando avviene la separazione da casa o dai genitori o quando essa è anticipata con il pensiero;
• Preoccupazione eccessiva o persistente riguardo alla perdita dei genitori, o alla possibilità che accada loro qualcosa di dannoso;
• Preoccupazione eccessiva e persistente riguardo al fatto che un evento spiacevole e imprevisto comporti separazione dai genitori (es. essere smarrito o rapito);
•  Rifiuto ad andare a scuola o altrove per paura della separazione;
• Persistente ed eccessiva paura a stare solo le principali figure di attaccamento
• Persistente rifiuto ad andare a dormire senza i genitori o di dormire fuori casa;
• Ripetuti incubi sul tema della separazione;
• Ripetute lamentele fisiche (mal di testa, dolori di stomaco, nausea o vomito) quando avviene o è anticipata con il pensiero la separazione dai principali personaggi di attaccamento;

La durata dell’anomalia deve essere di almeno 4 settimane.

 

Se notate che almeno 3 dei comportamenti appena elencati sono propri di vostro figlio o nipote vi consigliamo di rivolgervi ad un professionista.

 

ICD-10 (International Statistical Classification of Diseases)

Facendo riferimento invece ad un manuale diagnostico differente chiamato ICD-10 (International Statistical Classification of Diseases) le sintomatologie ansiose vengono suddivise in:
• Sindrome d’ansia da separazione dell’infanzia
• Sindrome fobica dell’infanzia
• Sindrome d’ansia sociale nell’infanzia
• Disturbo da rivalità tra fratelli
• Sindrome ansiosa generalizzata dell’infanzia

Vediamo brevemente le caratteristiche di ognuna di esse in modo da comprendere meglio cosa differenzia una sindrome dall’altra.

 

Sindrome d’ansia di separazione dell’infanzia

È in tutto e per tutto similare al disturbo ansia da separazione analizzato appena sopra.
Infatti, la caratteristica principale di questo disturbo è l’eccessiva ansia manifestata dal bambino nel momento in cui si deve separare da qualcuno che appartiene alla sua famiglia (in particolare la figura materna).

Solitamente il bambino mantiene un comportamento normale fino a che rimane in contatto con il genitore (ovvero la figura primaria di attaccamento) manifestando invece ansia nel momento della separazione, ansia che può associarsi inoltre alla presenza di sintomi fisici (mal di testa, vomito, mal di stomaco, dolori addominali).

I bambini che presentano questo disturbo possono temere di essere uccisi, rapiti, di rimanere coinvolti in qualche incidente quando sono lontani dai genitori.

Quindi, come affrontano lo stato ansioso?

 

1. CON L’EVITAMENTO!

Cercano infatti di evitare il più possibile di rimanere soli, rifiutando in alcuni casi di dormire da soli o di andare a scuola pur di rimanere in presenza del genitore.

 

2. CERCANDO DI RIPRISTINARE UNO STATO EMOTIVO NON ANSIOSO

Una volta lontani dai genitori tendono a mostrarsi tristi e chiedono di telefonare ai genitori per poter essere riportati a casa.

 

Sindrome fobica dell’infanzia

Il bambino, a seconda dell’età, solitamente manifesta una serie di paure “normali” nei confronti di particolari oggetti, animali o situazioni che solitamente scompaiono evolutivamente nel tempo in maniera spontanea.

Si parla di sindrome fobica quando tali paure diventano ECCESSIVE e PERSISTENTI, interferendo con il funzionamento del bambino e la vita dei familiari.

 

Sindrome d’ansia sociale

Anche in questo caso è importante distinguere tale problematica ansiosa da una timidezza non patologica.
Si parla di sindrome d’ansia sociale quando la timidezza è ECCESSIVA e rende complicati i normali rapporti interpersonali.
L’ansia che ne consegue porta ad un evitamento delle situazioni in cui c’è un contatto con una persona non conosciuta o con cui si ha poca confidenza, preferendo la compagnia di persone familiari con le quali si riescono a mantenere rapporti soddisfacenti.

 

Disturbo da rivalità tra fratelli

Molti bambini mostrano delle difficoltà a seguito della nascita di un fratello più piccolo. Tali difficoltà normalmente rientrano in maniera spontanea e diventano un problema quando assumono caratteristiche di persistenza e si associano a problemi nell’interazione sociale.

 

Sindrome ansiosa generalizzata

In questo disturbo c’è la presenza di uno stato ansioso ECCESSIVO e una preoccupazione IRREALISTICA. Tali preoccupazioni possono riferirsi a eventi futuri (es. verifica scolastica o visita medica) oppure a eventi che si sono già verificati (es. gara sportiva, interrogazione, interazione con amici).

L’ansia non è legata a situazioni o stimoli particolari. Il bambino con questo disturbo manifesta tensione, sintomi fisici e richiede continue rassicurazioni.

In questo articolo abbiamo parlato delle caratteristiche principali dei disturbi d’ansia in età evolutiva

Ma….

 

Come si sviluppano questi disturbi?

Quali strategie si possono usare per gestirli?

Questo sarà l’argomento del prossimo articolo!

 

Bibliografia
Lambriuschi, F. (2004). Psicoterapia dell’età evolutiva. Torino: Bollati Boringhieri.